Flora batterica intestinale

Flora batterica intestinale

Per buona parte del mese di ottobre ci occuperemo della flora batterica intestinale. Per svolgere al meglio le proprie attività metaboliche, l’ apparato digerente richiede la presenza di una serie di batteri, conosciuti con il nome di microflora intestinale. Essi favoriscono i processi di transito, di assorbimento e di trasporto. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato un elevato rischio di alcune malattie in coloro che presentano un'alterazione della flora batterica intestinale.

L'apparato gastrointestinale dell'essere umano è in grado di contenere in media 300-500 differenti specie di batteri. La maggior parte di essi si trova nella parte bassa dell'intestino che è detta colon. La scarsità di batteri nello stomaco e nella parte superiore dell'intestino è dovuta all'elevata presenza di sostanze corrosive, come per esempio gli acidi e la bile, che rendono l'ambiente inadatto alla sopravvivenza e alla proliferazione di questi microrganismi. Tra i batteri che sopravvivono all'ambiente acido, ce n'è uno che sicuramente tutti abbiamo sentito nominare, e cioè l'Helicobacter pylori, responsabile dell'ulcera gastrica. La colonizzazione dell'intestino da parte di questi bacilli ha inizio fin dalla nascita e si completa nel giro di poche settimane. Ad alterare la composizione e l'entità della flora batterica del neonato è il tipo di parto (naturale o cesareo), l'alimentazione ricevuta (al seno o artificiale) e l'ambiente circostante. Questo spiega perché, con l'avanzare degli anni, la flora intestinale può subire diverse modifiche.

Attraverso l'esame batteriologico delle feci e attraverso la coltura dei batteri è stata evidenziata una netta prevalenza di batteri anaerobi (che possono sopravvivere anche o solo in assenza di ossigeno), rispetto a quelli aerobi (che necessitano di ossigeno per vivere). La “normalità” della microflora è determinata e mantenuta da un corretto apporto di ossigeno, da un’ idonea acidità, nonché da fattori meccanici come la peristalsi, cioè i fisiologici movimenti dell’intestino. L’alta acidità dello stomaco, unita ad una buona presenza di ossigeno, permette, in condizioni fisiologiche di trovare solo il “lactobacillus acidophilus” ed i “lieviti”. L'intestino è capace di tenere attivo con il suo microambiente una vivace flora batterica fisiologica, in grado di produrre i cosidetti antibiotici naturali, che possono annientare una notevole quantità di germi patogeni. Non si deve dimenticare che l’intestino, grazie alla sua sviluppatissima rete linfatica è tra l’altro, il luogo di azione delle difese immunitarie. L'attività di questo sistema di difesa viene modulata dal tipo di microflora presente.

L’assenza, o come più frequentemente accade, l’alterazione della flora batterica fisiologica, porterà ad una riduzione dei poteri difensivi in generale dell’organismo e, come dimostrato da diversi studi, ad un’anomalia sia della normale morfologia della parete intestinale, sia ad una alterazione dei normali movimenti intestinali, influenzando così la produzione dei gas intestinali e la composizione del materiale fecale. Altra importantissima funzione, svolta dalla fisiologica flora batterica sull’intestino, è quella trofica, permettendo una serie di funzione essenziali per la vita delle cellule intestinali. 
I microrganismi componenti l’ecosistema intestinale sintetizzano vitamine quali la vitamina K e la vitamina B 12 e la microflora fisiologica interviene nell'assorbimento di acidi biliari e di ormoni steroidei; è stato recentemente dimostrato che la microflora intestinale interviene anche nel metabolismo di farmaci. Si può dunque affermare che il ruolo della microflora intestinale è essenziale per la vita dell’uomo.

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