{"id":1625,"date":"2022-12-23T18:06:22","date_gmt":"2022-12-23T18:06:22","guid":{"rendered":"https:\/\/barbaraborzaga.it\/?p=1625"},"modified":"2022-12-23T18:06:22","modified_gmt":"2022-12-23T18:06:22","slug":"infezioni-e-intossicazioni-alimentari-consigli-utili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/barbaraborzaga.it\/de\/infezioni-e-intossicazioni-alimentari-consigli-utili\/","title":{"rendered":"Infezioni e intossicazioni alimentari, consigli utili"},"content":{"rendered":"<p>Ne esistono al mondo pi\u00f9 di 250 tipi e continuano ad aumentare. Stiamo parlando di infezioni e intossicazioni alimentari, causate da microrganismi ingeriti attraverso il cibo. In Italia, ogni anno, vengono registrati circa 23.000 casi di salmonellosi e il doppio di infezioni da campylobacter, un batterio ospitato soprattutto dalla carne di pollo, mentre non \u00e8 possibile quantificare i casi, meno preoccupanti, di gastroenteriti dovuti all&#8217;assunzione di alimenti contaminati da germi o tossine. Ma come mai il fenomeno \u00e8 in aumento?<\/p>\n<p>I fattori sono diversi: il diffondersi di cibi provenienti da paesi lontani, gli allevamenti intensivi, il ricorso sempre pi\u00f9 frequente a pasti pronti o consumati fuori casa. Ma anche la ridotta disponibilit\u00e0 di tempo delle famiglie, che rende meno attenta la preparazione e la conservazione dei cibi. E se poco puoi fare quando consumi pasti pronti per assicurarti che le norme igieniche siano state seguite correttamente, molto invece dipende da te per i cibi che prepari a casa, a partire dal carrello del supermercato e da come riponi gli alimenti nel frigorifero o nella dispensa. Ecco, passo dopo passo, quello che devi sapere per proteggere la tua spesa (e la tua salute), conservandola alla perfezione.<\/p>\n<p><strong>Occhio agli acquisti<\/strong><\/p>\n<p>Non basta guardare le date di scadenza o di confezionamento: butta l&#8217;occhio anche sull&#8217;aspetto degli involucri: scatole di latta arrugginite o ammaccate oppure di cartone danneggiato, sono indice di cattiva conservazione nei magazzini Anche i contenitori rigonfi (per esempio di latte, succhi, yogurt) vanno scartati: il loro \u201cbombaggio\u201d \u00e8 dovuto alla proliferazione di microrganismi. Un&#8217;altra accortezza \u00e8 controllare la temperatura dei banconi refrigerati, che devono avere un termometro : per frutta e verdura deve essere inferiore ai 7-8 C\u00b0, altrimenti il processo di deterioramento \u00e8 pi\u00f9 veloce e una volta portati a casa gli alimenti durano meno. Per latticini e insaccati, invece, la colonnina deve trovarsi tra i 3 e i 5 \u00b0C. Infine, la temperatura per i surgelati deve essere invece inferiore ai -18\u00b0C. A proposito, non acquistare confezioni ricoperte da uno strato di ghiaccio: significa che quel surgelatore ha subito variazioni termiche e il prodotto si \u00e8 prima scongelato e poi ricongelato. Tieni conto che non tutti i microrganismi muoiono con la surgelazione ma rallentano la loro proliferazione: appena la temperatura si alza riprendono a riprodursi. Quando fai la spesa acquista per ultimi i prodotti dal banco frigo e i surgelati, riponendoli subito in una borsa termica, meglio se dotata delle apposite mattonelle di ghiaccio sintetico. E tratta con delicatezza frutta e verdura, sistemandoli in cima al carrello o in una borsa a parte in modo che non si ammacchino e si guastino in fretta.<\/p>\n<p><strong>Organizza bene il frigorifero<\/strong><\/p>\n<p>Una volta a casa, riponi immediatamente i surgelati nel freezer, che dovrebbe avere una temperatura minore o uguale a -18 \u00b0C. Poi inizia a riempire il frigorifero partendo dallo scomparto pi\u00f9 freddo, cio\u00e8 quello pi\u00f9 basso, sopra i cassetti per frutta e verdura, e che ha una temperatura di circa 2\u00b0C. Qui dovrebbero trovare posto carne e pesce: per conservarli al meglio, vanno tolti dal loro incarto (il pesce va anche eviscerato e lavato) e riposti nelle apposite scatole ermetiche munite di griglia sotto cui si raccoglie il siero, che \u00e8 terreno fertile per la proliferazione di batteri. Se non li consumi entro 24-48 ore, congelali. In questo caso tieni conto che il tempo di conservazione del pesce varia a seconda dal contenuto in grassi delle diverse specie. Pesci come sgombro, tonno, salmone, vanno consumati entro tre mesi mentre quelli pi\u00f9 magri, come merluzzo e sogliola, si conservano per oltre sei mesi. In ogni lo scongelamento di carne e pesce deve avvenire lentamente, passando dal freezer al frigorifero: cos\u00ec si impedisce la proliferazione di microrganismi e mantieni intatta la consistenza dell&#8217;alimento. L\u2019acqua congelata trattenuta nelle fibre ha la possibilit\u00e0, sciogliendosi lentamente, di essere riassorbita in buona parte dal muscolo cos\u00ec la carne resta tenera e gustosa. Sempre nel ripiano inferiore puoi riporre anche gli affettati, soprattutto se hai gi\u00e0 iniziato a consumarli.<\/p>\n<p>La zona centrale del frigo \u00e8 adatta ad accogliere latte, yogurt, panna fresca, ricotta e mozzarella. Quest&#8217;ultima \u00e8 molto delicata: per apprezzarne ancora di pi\u00f9 il sapore consumala presto, dimezzando la data di scadenza. Salendo di un ripiano, ma sempre nella parte centrale, puoi sistemare formaggi a media stagionatura, salumi sottovuoto ed eventuali cibi cotti: sughi, verdure, ed avanzi di vario tipo. Nello scomparto in alto (6-8\u00b0C) riponi gli altri cibi: burro, formaggi stagionati, uova nel loro imballaggio, mentre nello sportello di chiusura laterale (10-12 \u00b0C) tutti quegli alimenti che necessitano di meno refrigerazione: bibite, sottaceti, salse, conserve, barattoli di marmellata gi\u00e0 aperti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ne esistono al mondo pi\u00f9 di 250 tipi e continuano ad aumentare. Stiamo parlando di infezioni e intossicazioni alimentari, causate da microrganismi ingeriti attraverso il cibo. 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